In memoria dei morti del Ruanda

Durante il nostro viaggio attraverso il piccolo Ruanda, nascosto tra le iconiche destinazioni turistiche del Kenya e della Tanzania, abbiamo visitato due chiese, convertite in Siti Nazionali in memoria del genocidio ruandese, che ricordano il triste passato recente del Paese: Ntarama e Nyamata.

genocide memorial
memoriale di Nyamata

Nel 1994, i membri della maggioranza etnica Hutu uccisero in soli 100 giorni fino a 1 milione di persone, per lo più appartenenti alla minoranza etnica Tutsi. Nella notte del 6 aprile 1994, un aereo che trasportava il presidente Hutu Habyarimana venne abbatto, uccidendo tutti i passeggeri a bordo. Dopo aver accusato il Fronte Patriottico Ruandese (un gruppo ribelle Tutsi) dell’incidente aereo, il 7 aprile 1994 i nazionalisti Hutu diedero immediatamente inizio al terribile genocidio ruandese che, in poco tempo e velocità, si diffuse per tutto il Paese con incredibile brutalità. I cittadini di etnia Hutu vennero incitati e spinti dagli estremisti a prendere le armi contro Tutsy, gli Hutu moderati e l’etnia  Twa.

Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata

Durante questi tragici giorni, la violenza esplose brutalmente, pervadendo ogni strada e ogni casa del Paese. I vicini uccidevano i vicini, i mariti Hutu furono costretti ad uccidere le mogli Tutsi, le donne Tutsi furono rapite e usate come schiave del sesso. Purtroppo, non vennero risparmiati neanche i bambini. Migliaia e migliaia di persone cercarono la fuga, altre si rifugiarono nelle chiese, credendo che sarebbero state al sicuro, soprattutto perché durante la precedente guerra civile i siti religiosi erano stati rispettati e risparmiati dagli aggressori. Purtroppo, questa volta non fu cosi’ e gli edifici religiosi diventarono un luogo di morte.

Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata
  • La chiesa di Ntarama

La chiesa di Ntarama è la nostra prima tappa e si trova a circa un’ora di auto a sud di Kigali. È stata trasformata in un memoriale del genocidio nell’aprile 1995 ed è dedicata alle 5.000 persone che hanno perso la vita in questo sito durante il massacro dei Tutsi. La chiesa è una piccola e  semplice struttura in mattoni che non da proprio l’idea di essere un edificio religioso. In passato, era semplicemente una piccola chiesa di campagna.  L’interno è piuttosto buio, alquanto cupo, e contiene ossa e teschi ammucchiati verso le pareti posteriori.

Ntarama Genocide Memorial
memoriale di Ntarama

Il centro della chiesa contiene gli abiti delle vittime appesi alle pareti e su alcune travi di legno che sorreggono il soffitto. È scioccante vedere che molti di loro mostrano resti di macchie di sangue. Soprattutto, c’è un particolare che ci colpisce al cuore. Notiamo una grande macchia scura su un muro che il nostro autista ci spiega essere il punto in cui gli Hutu hanno fracassato la testa dei bambini. Incredibile e davvero triste. Ci guardiamo negli occhi senza riuscire a dire nulla. La tristezza per quello che stiamo vedendo è infinita.  In un altro minuscolo edificio in mattoni accanto alla chiesa, sono esposti oggetti personali delle vittime come scarpe, libri, lettere e materiale scolastico lasciati oramai in stato di degrado.

Ntarama Genocide Memorial
memoriale di Ntarama
Ntarama Genocide Memorial
memoriale di Ntarama
  • La chiesa di Nyamata

La chiesa di Nyamata si trova a soli 8 km a sud della chiesa di Ntarama. È stata convertita in un sito in memoria del genocidio l’11 aprile 1997 per commemorare le 25.000 vittime del massacro qui sepolte, e all’interno della sua struttura in mattoni sono esposte un’incredibile quantità di vestiti delle vittime e dei loro averi. Il 10 aprile 1994 le milizie Hutu sfondarono le porte della chiesa e, una volta entrate nell’edificio, uccisero circa 10.000 persone usando fucili e machete.

Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata

Guardando il soffitto della chiesa si possono ancora vedere i buchi creati dai proiettili delle armi, e la tovaglia dell’altare è ancora macchiata dal sangue delle vittime. Oltre la chiesa, il luogo del sito che ci ha impressionato di più sono le fosse comuni dietro l’edificio. C’è una volta che ospita migliaia di teschi e altri resti umani, tutti ammucchiati uno sull’altro. Il sito commemorativo comprende anche la tomba di Antonia Locatelli, una missionaria cattolica italiana che lavorava in Ruanda e venne uccisa nella regione di Busegera. Si dice che nel marzo 1992 sia stata testimone di un massacro di Tutsi da parte del governo e abbia denunciato le “uccisioni politiche” all’ambasciata e alle radio. Il 9 marzo 1992 venne assassinata per mano di un gruppo di guardie presidenziali.

I due Memoriali del genocidio sono inquietanti, toccanti e indimenticabili allo stesso tempo. La crudeltà degli esseri umani è scioccante e non c’è giustificazione per quanto accaduto in Ruanda. Sicuramente non è facile visitare luoghi come questi, ma è doveroso. E’ doveroso per tutte le persone innocenti uccise dalla crudeltà e follia umana, per ricordarle e rendere omaggio e per far sì che non accadano mai più fatti simili. Le emozioni e le sensazioni che abbiamo provato durante questa escursione rimarranno impresse nei nostri cuori per sempre.

Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata
Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata
Nyamata Genocide Memorial
memoriale di Nyamata

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