Las nostra visita dell’affascinante Isola di Mozambico

Con un volo da Nairobi, in poche ore raggiungiamo Nampula, città principale della provincia di nampula nel nord ovest del Paese. Finalmente siamo in Mozambico, pronti per iniziare la nostra avventura con mezzi locali che ci porterà ad esplorare l’arcipelago delle Isole Quirimbas. Il piccolo aeroporto è caotico, e come nella maggior parte degli aeroporti Africani, una marea di persone attende l’arrivo dei voli ammassata nella hall degli arrivi. Non si capisce se siano li ad attendere qualcuno o semplicemente per passare il tempo incuriositi dai viaggiatori in arrivo. Siamo gli unici turisti, e non appena usciamo dall’aeroporto, un gruppo di “tassisti” ci assale letteralmente pronti ad accaparrarsi probabilmente l’unica corsa redditizia della giornata. Ovviamente turisti se ne vedono pochissimi in città perchè Nampula non offre nulla, è solo un probabile punto di partenza per i pochi turisti che si avventurano da queste parti diretti alle Isole Quirimbas.

Improvvisamente, dal nulla spunta un ragazzo occidentale che con tono duro inveisce contro i tassisti in portoghese e li fa allontanare da noi e ci fa segno di seguirlo. E’ italiano! Ci chiede dove siamo diretti e ci fa salire sopra un taxi spiegando al tassista di portarci prima in banca per cambiare soldi e poi alla stazione degli autobus. Non sapremo mai cosa quel ragazzo facesse a Nampula, ne il motivo per cui fosse in aeroporto a “dirigere” i tassisti, ma è il bello dei viaggi in posti sperduti. Quando meno te lo aspetti, spesso si fanno incontri che ti lasciano sorpreso. Dopo aver cambiato i nostri soldi in una banca del centro città, raggiungiamo la stazione degli autobus. È un luogo molto affollato, polveroso e pieno di mezzi di trasporto locali chiamati “chapa“. Ovviamente non esistono stalli, indicazioni o qualsiasi cosa che possa farci capire dove e come possiamo arrivare a Isola di Mozambico, in portoghese Ilha de Mocambique. Chiedendo qua e la alle persone presenti, riusciamo a farci accompagnare nei pressi di un minivan che sembrerebbe proprio diretto verso la nostra destinazione anche se al momento è completamente vuoto.

Un ragazzo, quasi divertito nel vederci spaesati in mezzo a tutta questa confusione, ci dice che qui non esiste un orario, si parte quando il “chapa” è pieno. Beh, considerando che il minivan è molto piccolo da 14 posti, non dovremo aver problemi a riempirlo alla svelta. I minuti passano, il minivan comincia ad essere pieno ma tutte le volte che chiediamo all’autista l’orario di partenza, ci sorride dicendo “pole pole, nou problema!“.  Ovviamente, dopo moltissimi viaggi in questo fantastico continente, sappiamo che in Africa è tutto “piano piano”, nessuno ha fretta e si vive alla giornata senza frenesia e orari. L’unica cosa che sottovalutavamo era la capienza del minivan. I 14 posti si sono trasformati in minimo 25! Non avevamo neanche piu’ lo spazio per respirare ed era assolutamente impossibile muoversi. Ovviamente, la parola d’ordine è “non lasciare a terra nessuno”. Questo minibus è probabilmente l’unico mezzo (o uno dei pochissimi) per poter tornare al proprio villaggio dopo una giornata passata al mercato o al lavoro e si cerca di riempirlo a piu’ non posso. Addirittura, durante il tragitto, l’autista fa salire alcune persone sul tetto del minivan! Dopo 4 ore e mezza ammassati come sardine, finalmente arriviamo a Ilha de Mozambique.

Questa piccola isola, sito UNESCO addirittura dal 1991, ha un patrimonio storico senza eguali nel resto del Paese e fu la capitale del Mozambico per quasi quattro secoli durante la colonizzazione Portoghese. Fu anche una base molto importante per i commercianti Arabi dall’ VIII° secolo fino all’arrivo dei colonizzatori Portoghese. L’isola, che si trova all’ingresso della baia di Mossuril, è lunga solamente 3 km ed è molto stretta. È collegata da un lungo ponte di cemento con la terraferma e si dice che sia popolata da circa 15.000 abitanti, la maggior parte dei quali vive nell’affollata Makuti,  città che si estende nella parte meridionale dell’isola. La città di Stone Town invece, occupa la metà settentrionale dell’isola ed è in pratica la parte coloniale dove sono presenti le maggiori attrazioni dell’isola tra le quali le antiche case portoghesi, chiese, il museo marittimo e l’antico forte di Sao Sebastao. Dopo una breve passeggiata per la città e la spiaggia, tramite la nostra sistemazione, pianifichiamo i giorni seguenti organizzando delle escursioni in barca con un pescatore del luogo che si fa chiamare Joao. Di buon mattino incontriamo Joao nei pressi della spiaggia vicino al museo, nella parte nord dell’isola, pronti per balzare a bordo del suo Dhow,  una barca a vela in legno tutta rattoppata, e salpare per la piccola  Isola di Goa (Ilha de Goa).

Goa è un’isola molto selvaggia che si trova a circa 1 ora di navigazione, con un vecchio faro risalente al dominio portoghese, una spiaggia bianca e un mare limpidissimo. Sbarcati sull’isola non perdiamo tempo e ci incamminiamo lungo un sentiero attraverso la rigogliosa vegetazione per iniziare il tour di questa isola incontaminata fino a raggiungere il faro. La camminata è abbastanza breve, l’isola è completamente in piano e di piccole dimensioni. La visita del faro è interessante, nonostante l’interno sia completamente vuoto, si puo’ salire fino in cima per vedere l’isola dall’alto. Di fronte al faro si trovano delle piccole statue tribali e alcuni pesci essiccati, probabilmente in segno di buon auspicio ai molti pescatori che ogni giorni si avventurano in queste acque oceaniche spesso ventose e agitate. Dopo esserci rilassati sulla bella spiaggia di Goa, torniamo a isola di Mozambico per visitare l’affascinante Stone Town e le sue attrazioni. Cominciamo dalla Cappella di San Paolo e l’annesso edificio che un tempo ospitava un collegio per Gesuiti, ora Museo del Mare dove si trovano esposti cimeli risalenti all’epoca coloniale, poi la vicina Chiesa della Misericordia e l’annesso Museo di Arte Sacra, ed il Forte di San Sebastiano, eretto proprio sulla punta settentrionale dell’isola. Questo forte è maestoso, fu costruito verso la fine del XVI° secolo e lungo le sue mura che si affacciano verso l’oceano, sono ancora conservati i vecchi cannoni che difendevano l’isola dagli attacchi dei pirati. Purtroppo, come la maggior parte delle attrazioni della città di Stone Town, anche il forte è mal conservato ed in completo stato di abbandono. Torniamo verso il centro costeggiando il mare nella parte est dell’isola, ed anche qui, come a Nampula, facciamo un incontro inaspettato. Passando davanti ad una scuola elementare dove molti piccoli studenti stavano giocando in cortile, si avvicina a noi una  bambina che improvvisamente inizia a parlare italiano. Rimaniamo ovviamente stupiti per la grandissima sorpresa, perchè gli abitanti dell’isola parlano swahili ed un dialetto locale, e se trovare qualcuno che parla inglese è una cosa alquanto rara, trovare una bambina che parla italiano è davvero impossibile! Scopriamo subito l’arcano. E’ la figlia di un italiano sposato a Isola di Mozambico e gestore/proprietario di un hotel nella parte sud di Stone Town. Dopo questo piacevole incontro, proseguiamo la nostra visita tra le strade della città fino ad arrivare alla città di Makuti, la parte piu’ viva e decisamente povera dell’isola. Le abitazioni sono molto basiche, ci sono strutture di lamiera, altre di paglia (Makuti signifca paglia) e una moltitudine di persone sedute sull’uscio delle case ed altre intente a sbrigare le faccende domestiche. Sono le due facce dell’isola. Una parte piuttosto cadente ma con abitazioni costruite in pietra (appunto “Stone Town”) risalenti all’epoca coloniale dove risiedono le persone piu’ benestanti e l’altra tipica dei paesi Africani piu’ poveri dove le persone vivono in grandi nuclei familiari e le abitazioni sono semplici e spesso rattoppate.  Passiamo di fronte la moschea attraversando poi da ovest a est la città di Makuti fino ad arrivare alla punta sud-ovest dell’isola dove si trova il piccolo Forte di Santo Antonio e la Chiesa di Santo Antonio. Il forte e la chiesa si trovano proprio alla fine della lunghissima spiaggia che si estende su tutta la parte est dell’isola e furono costruite dai durante il periodo  coloniale Portoghese. Lungo la spiaggia incontriamo molti pescatori di ritorno dalla faticosa giornata che incuriositi dalla nostra presenza, ci mostrano con orgoglio il pescato del giorno. Costeggiando la spiaggia ed aspettando il tramonto, torniamo lentamente verso la nostra Guest House dove dovremo rifare lo zaino e prepararci per proseguire la nostra avventura lungo le coste del Mozambico.

Ilha Sete Paus, Mozambique
L’isola di Sete Paus, Mozambico

Verso le 7 del mattino incontriamo ancora Joao che con il suo dhow ci porterà sulla spiaggia di Carrusca. Durante la nostra navigazione, ci fermiamo alla Ilha de Sete Pau. Questa piccola isola selvaggia presenta una vegetazione rigogliosa ma soprattutto è circondata da un mare cristallino dove ci tuffiamo e rilassiamo per piu’ di 1 ora. Purtroppo la bassa marea sta arrivando e dobbiamo lasciare l’isola prima di rimanere incagliati con la barca. Dopo due ore raggiungiamo la spiaggia di Carrusca, una distesa sabbiosa lunghissima bagnata da un mare limpido dalle diverse tonalità di blu. Salutiamo Joao, e dopo esserci sistemati in un bungalow di una delle pochissime sistemazioni di Carrusca, torniamo immediatamente in spiaggia per rilassarci sotto il sole e fare snorkeling. il paesaggio costiero è veramente magnifico. Carrusca è una lunghissima spiaggia di sabbia bianca fiancheggiata da palme e piena di conchiglie e granchi. La cosa stupefacente è la completa assenza di turisti. Siamo praticamente da soli. Solamente durante la cena nel resort incontriamo un prete spagnolo con la sua famiglia. Ci spiega che è assegnato ad una chiesa di Nampula e che i suoi fratelli e genitori sono qui in vacanza per incontrarlo.  Alle 2 del mattino dobbiamo svegliarci per raggiungere la città di Mossuril e prendere un mezzo per Namialo, dove poi l’ autobus locale ci porterà con un viaggio di 10 ore, verso  Pemba e le isole Quirimbas.

Praia Carrusca, Mozambique
La spiaggia di Carrusca, Mozambico

Informazioni utili

  • Come arrivare

Il modo più semplice per raggiungere Isola di Mozambico è con un volo per Nampula per poi prendere un Chapa.  Se il vostro viaggio comincia da Maputo, potete noleggiare un’auto o usare sempre i mezzi locali. Se noleggerete un’auto, sarà piu’ semplice visitare le bellissime spiagge che troverete tra Maputo e Pemba. Potete anche rivolgervi a qualche tour operator in modo da viaggiare con tranquillità. In caso, vi suggeriamo Viaggi Avventure nel Mondo, tour opertor che offre veramente una vasta scelta di viaggi in Mozambico ed in Africa in generale.

  • Sistemazioni Ilha de mocambique

La maggior parte delle sistemazioni si trova a Stone Town, nella parte coloniale dell’isola. La maggior parte sono economiche ma troverete anche qualcosa di piu’ costoso e confortevole. Noi abbiamo dormito al Cafè Central hotel. Altre buone sistemazioni sono Feitoria Boutique Hotel, Hotel Omuhipiti, Rickshaws Pousada e Café e il Patios dos Quintalinhos. Per vedere le altre sistemazioni, potete usare la mappa di google cliccando direttamente qui

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