Choeung Ek

Phnom Penh, come ogni città nel sud-est asiatico, è caratterizzata da traffico e rumore assordante. Rispetto ad altri luoghi, non offre molte attrazioni o scorci naturalistici mozzafiato, ma se siete appassionati di storia o semplicemente volete conoscere il passato della Cambogia, ci sono due posti da non perdere assolutamente: Tuol Sleng e Choeung Ek. Questi due luoghi segnano entrambi la triste storia del paese che ha vissuto una delle più grandi tragedie umane del ventesimo secolo: il genocidio del popolo cambogiano per mano dei Khmer Rossi.

Choeung Ek, Phnom Penh

Durante la visita di Phnom Penh, il primo luogo a cui dedichiamo la nostra attenzione è Choeung Ek, il più noto tra i 300 campi di sterminio del paese. Choeung Ek, aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:00, e che si trova a circa 15 km a sud-est della capitale, facilmente raggiungibile con un tuk tuk (circa 15 $). La maggior parte dei turisti conosce la Cambogia solamente per la bellezza di Angkor Wat, monumento tra i piu’ famosi dell’Asia e sicuramente al mondo,  invece esiste un’altra realtà dal recente passato, che vale la pena  conoscere nonostante la sua estrema crudeltà. Dopo aver pagato l’ingresso $ 6, iniziamo la visita in questo campo dell’orrore che ripercorrere il periodo triste e oscuro del paese. Subito dopo la guerra civile, dal 1975 al 1979, attraverso l’insoddisfazione generale della popolazione del paese per l’amministrazione di Lon Nol, generale e politico cambogiano, e la destabilizzazione causata dalla guerra nel vicino Vietnam, il leader rivoluzionario Pol Pot prese il controllo del paese.

Choeung Ek, Phnom Penh

Pol Pot, figlio di immigrati cinesi, fu affascinato dalle teorie marxiste conosciute a Parigi durante il suo soggiorno ottenuto attraverso una borsa di studio diventando membro del Partito Comunista francese e partecipando attivamente all’attività politica. Quando tornò in Cambogia nel 1953 si uni’ al ”movimento clandestino comunista”, e divenne il capo del Partito dei lavoratoti della Kampuchea nel 1963. Negli anni successivi fu anche a capo dell’esercito dei Khmer Rossi (nati nel 1968 come una divisione dell’esercito popolare vietnamita e fedeli seguaci del partito comunista cambogiano) nella lotta contro il regime di Lon Nol sostenuto dagli americani. L’obbiettivo di trasformare la nazione in una società agraria completamente autosufficiente dove i vertici del partito controllassero tutti gli aspetti della vita dei cambogiani, si trasformò rapidamente in un massacro, dando inizio ad una delle dittature piu’ violente del XX secolo.

albero dove venivano uccisi i bambini

Il 17 aprile 1975 i comunisti cambogiani conquistarono Phnom Penh e le persone furono costrette a lasciare le città ed i villaggi con la forza e la democratica Kampuchea, nome ufficiale del paese dal 1976 al 1979, divento’ una dittatura governata dall’esercito dei Khmer Rossi: in quasi quattro anni fu ucciso 1/4 della popolazione, quasi 2 milioni di persone morì nei campi di sterminio o nei campi dove erano costrette a lavorare come contadini. Furono uccisi moltissimi monaci buddisti e persone appartenenti a classi sociali elevate. Tra le categorie più colpite ci fu quella degli insegnanti perché  erano associati a un alto grado di istruzione. A Choeung Ek, camminando lungo il percorso ascoltando l’audio-guida, si puo’ seguire passo dopo passo la commovente storia di questo campo della morte con ricostruzioni e testimonianze dei sopravvissuti: resti di abiti, braccialetti o ossa conservati dentro teche di vetro o sparsi sul terreno sicuramente non passano inosservati  e creano un triste e commovente atmosfera per i visitatori. Ancora oggi, data l’enorme quantità di resti nelle fosse comuni, in questa zona emergono le terribili testimonianze della follia tristemente vissuta alla fine degli anni 70.  Il tour termina davanti al Memorial Stupa, dove sono conservati 17.000 teschi: qui la gente si ferma a pregare per tutte quelle vittime che, senza motivo, sono state brutalmente uccise. Dopo questa interessante visita, torniamo a Phnom Penh con un tuk tuk e continuiamo l’esplorazione della capitale con un altro luogo importante di questa triste storia cambogiana: il museo del genocidio di Tuol Sleng.

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